

Riccardo Pomiato
In Casa Venezia
20 settembre 2026
Venezia bello e poco concreto: e ora Stroppa rischia
Continua la striscia negativa per i ragazzi di Stroppa, protagonisti però di un primo tempo all’altezza, giocato con aggressività e con la voglia di conquistare i primi punti della stagione. I presupposti sembrano buoni e al 17’ arriva la grande occasione per sbloccare la partita: calcio di rigore netto in favore dei lagunari, ma Yeboah si fa ipnotizzare da Mandas, bravo a intuire l’angolo e a respingere la conclusione.
Nonostante l’errore dal dischetto, i padroni di casa continuano a premere e mantengono spesso il controllo del pallone, riuscendo anche a costruire altre occasioni nitide, sia in contropiede sia con tiri dalla distanza, ma complice un grande Mandas i padroni di casa non riescono a sbloccare la partita, conservando comunque un buon atteggiamento propositivo e girando molto il pallone, la mano di mister Stroppa si vede, però manca sempre la fase conclusiva dell’azione in cui il Venezia pecca, ed è qui la differenza tra chi trova la salvezza e c’entra l’obiettivo e chi torna nella serie cadetta.
Nella ripresa, però, la partita cambia completamente volto. La Lazio alza subito il ritmo e conquista il secondo calcio di rigore della serata, questa volta trasformato con freddezza da Zaccagni.
Forti del vantaggio, i biancocelesti trovano poco dopo anche il raddoppio: grande cross di Tavares dalla fascia e Noslin, lasciato troppo libero da una difesa poco attenta, colpisce di testa e firma lo 0-2.
La partita termina così. C’è poco da salvare nella prestazione di Juan Jesus e compagni, se non un primo tempo giocato con grinta, aggressività e voglia di reagire. Troppo poco, però, se l’obiettivo dei lagunari è quello di conquistare la permanenza nella massima serie. La striscia negativa continua e, soprattutto nella ripresa, sono riemersi tutti i limiti di una squadra che deve ancora trovare continuità e concretezza.
Ora la panchina di Stroppa traballa, la società in questa pausa nazionali farà le riflessioni del caso, circolano i nomi di Tudor e D’Aversa.
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