

Flavio Ciasca
In Casa Viola
25 ottobre 2026
La difesa cresce, ma la Fiorentina perde con un De Gea super
La Fiorentina ha perso 2-1 contro l’Inter in un Meazza stracolmo, ma era a un passo dal fare bottino pieno.
Fino al 91º minuto la squadra di mister Paolo Vanoli era in vantaggio per 1-0, grazie a un bel destro da fuori area di Jimenez, che si è infilato alle spalle del poco pronto Provedel.
De Gea, oggi strepitoso, ha parato l’impossibile ed è capitolato solo dopo il gol di Thuram al 91º e il rigore, sempre su Thuram, trasformato da Zielinski, che ha sancito la vittoria finale dell’Inter.
Una partita gestita dai nerazzurri che però, non segnando le tante occasioni create, poteva finire in maniera bizzarra, come tante volte è accaduto nella storia del calcio.
Viola bene in difesa
La Fiorentina si è difesa in modo globale e lo ha fatto anche bene: è questo il punto di maggiore importanza per Vanoli dopo la sconfitta, visto che finora la fase difensiva era stata il punto debole della squadra, mentre oggi ha tenuto bene. Nel contempo la Viola ha cercato di ripartire con il fuoriclasse Mastantuono e Njie sugli esterni, ma se qualche volta l’argentino è riuscito a far salire la squadra, Njie non ha fatto altrettanto, così come il centravanti albiceleste Pellegrino.
Paolo Vanoli l’ha preparata tatticamente così: blocco basso, rigoroso nel non far passare uno spillo, marcature rigide uno contro uno. La tattica ha funzionato finché i ritmi dell’Inter sono stati bassi, anche a causa di un Çalhanoğlu lento e ancora non in palla in questa stagione.
Nel secondo tempo l’Inter ha accelerato, ma la Viola è andata in gol con il tiro di Alex Jimenez.
Forse la bravura dell’Inter è stata proprio lì: non si è disunita, ha accelerato e aggredito sempre di più, mentre la Viola ha accusato l’uscita di Pongračić per infortunio, con l’ingresso del giovane brasiliano Viery, e ha subito la stanchezza per aver corso sempre a inseguire l’avversario, che, aggiunta all’uscita di Mastantuono, ha deciso la partita.
Mastantuono e De Gea bene
Franco Mastantuono anche oggi ha dimostrato di essere il giocatore della Fiorentina nettamente più forte degli altri, insieme a un De Gea bravissimo.
La partita è finita 2-1, con due traverse di Carlos Augusto, che ora come ora, insieme a Mkhitaryan e Thuram, fa la differenza.
La Fiorentina esce sconfitta, arrabbiata perché aveva visto il traguardo vicino, ma anche consapevole di aver fatto un’altra buona prestazione, soprattutto in fase di non possesso palla: De Gea sopra la media, ma anche l’ottimo ex Genoa Dragusin e l’ex Lecce Pongračić hanno tenuto botta, annullando Pio Esposito e contenendo il francese Marcus Thuram, che, ora come ora, vola.
19 ottobre 2026
Fiorentina-Como: rabbia e delusione, ma la squadra non demerita
Il giorno dopo Fiorentina-Como, a Firenze, è una giornata che lascia rabbia e delusione, ma anche la consapevolezza che si trattava di una partita contro una delle squadre più forti del campionato e che la Fiorentina ha fatto il massimo in base alle proprie potenzialità. Non a caso il pubblico del Franchi è rimasto deluso per il risultato, ma non per la prestazione della squadra di Vanoli, che non è stata insufficiente, anche se la zona difensiva resta debole.
È stata una partita a strappi, in cui il Como ha accelerato ed è andato sul due a zero, grazie anche a un meraviglioso gol di Nico Paz, che si candida sempre più a un posto nella nazionale argentina nel reparto offensivo. La Fiorentina, comunque, è rimasta in partita: ha accorciato le distanze con Pongračić e poi ha raggiunto il pari, ancora con il centrale croato, salvo vedersi annullare il gol dopo un controllo al VAR per un fuorigioco millimetrico. Quella rete avrebbe dato entusiasmo, arrivando alla fine del primo tempo, e la ripresa sarebbe stata energeticamente diversa con il pareggio. Invece il primo tempo si è chiuso con il vantaggio dei lariani, che nella ripresa hanno potuto gestire la partita e perfino portare a tre le reti. La Fiorentina, anche per errori clamorosi sotto porta, come quello di Njie nel finale, non è riuscita a rientrare in partita.
Tra i singoli, per i viola hanno fatto bene Fagioli e Mastantuono, che ha avuto strappi degni del giocatore importante che è e sarà in futuro il talento albiceleste.
Va segnalato infine che sul gol del vantaggio iniziale del Como c’era un fallo netto sul portoghese Pedro Gonçalves, che normalmente avrebbe dovuto indurre l’arbitro Di Bello a andare al VAR e ad annullare la rete.
Quest’anno la linea dell’AIA risulta inconcepibile. Anche in questa giornata di campionato abbiamo visto errori macroscopici, come quello a Bologna di Darmian su Thuram: un rigore netto agli occhi di tutti, che l’arbitro Doveri ha giudicato inesistente, senza andare al VAR e addirittura ammonendo Thuram. La linea Orsato, d’altronde, è questa: si giocherà anche di più, ma quando c’è da andare al VAR bisogna andarci, senza far finire le partite con l’errore e ammettere solo giorni, mesi o anni dopo di aver sbagliato...
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