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Flavio Ciasca

23 Settembre 2026

In Casa Viola


23 settembre 2026
La Fiorentina che Vanoli meritava già da giugno

La Fiorentina del dopo Vanoli ha portato a casa una vittoria esterna col Venezia, una vittoria in Coppa Italia col Pisa e un pareggio contro il Napoli in casa, al Franchi. In tutto 8 gol fatti e 3 subiti, al contrario delle prime tre partite di campionato con l'allenatore Fabio Grosso, nelle quali ha segnato 1 gol e ne ha subiti 9.

Vanoli,mentalità ed entusiasmo

Ma la trasformazione non si limita a questo, anche perché sarebbe riduttivo pensare solo a ciò. Fisicamente non può esserci stato un cambiamento, per cui la cosa visibile è il cambio di mentalità del gruppo squadra. È evidente che Paolo Vanoli abbia accettato l'incarico con entusiasmo, perché ha creduto ci fosse un gruppo con talento e valori con i quali poter sviluppare le sue idee di gioco: un cambiamento di motivazione totale, credendo in quello che fanno. Con mister Fabio Grosso la squadra si era depressa, soprattutto dopo l'ultima partita col Torino, ma dare la responsabilità di quanto accaduto solo al mister non è serio.

Aggredire anzichè aspettare

Segnale forte anche quello dell'intensità, notevolmente aumentata, che ha portato la squadra di Vanoli a spostarsi tatticamente 20 metri più avanti, dando la sensazione di voler fare la partita andando a pressare alti gli avversari. La rosa della Fiorentina è molto più adatta a fare questo che non a fare il blocco basso, come faceva con Grosso.

L'allenatore ex Sassuolo, tatticamente, si sa, usa la tecnica di attirare le squadre avversarie col blocco basso per poi ripartire in contropiede, grazie a calciatori come Nemanja Matić e Kristian Thorstvedt, che nel mercato non sono stati presi dal direttore Paratici.

Grosso ha sempre giocato così, e lo ha fatto anche a Sassuolo l'anno scorso, facendo bene. E forse fare bene per sei mesi al Sassuolo non è automaticamente garanzia per essere l'allenatore di una piazza come quella della Fiorentina, dove Paolo Vanoli l'anno scorso fece un miracolo ma non fu confermato.

Peccato che giocatori come Fagioli e Mastantuono, per citarne due, non fossero assolutamente adatti a questo tipo di gioco, e un centrocampo con gente come Arthur Atta e Christ Inao Oulaï, ma anche lo stesso Fagioli, non può farti rendere bene se vuoi attirare l'avversario nel tuo campo per poi andare in transizione. Per cui sorge spontaneo chiedersi: ma chi ha fatto il mercato?

il mercato in superbia è stato un boomerang

Chi ha fatto il mercato l'ha fatto pensando di prendere giocatori forti e che, secondo lui, erano buoni per giocare con il sistema di gioco di Grosso. E qui viene fuori l'enorme errore di quei direttori sportivi che pensano che gli allenatori non contino, ma contino solo i giocatori: una dinamica in uso che però porta ai risultati delle prime tre partite della Fiorentina.

La domanda sorge sovrana: ma perché a giugno non è stato confermato Paolo Vanoli? Va ricordato che la piazza di Firenze, a parte la curva, non aveva nessuna volontà di confermare l'allenatore. Il direttore sportivo deve credere in un allenatore che ne sposa i principi, prendendogli calciatori adatti a quei principi di gioco. Riepilogando, la squadra che è stata fatta per Grosso non è stata quella che serviva a lui.

Una situazione, questa di Firenze, dove la superbia di chi ha fatto il mercato gli si è ritorta contro, ed è la riprova che l'allenatore nel calcio conta eccome.

16 settembre 2026
La cura Vanoli funziona: Fiorentina ai quarti

La cura Paolo Vanoli pare funzionare. Dopo la vittoria a Venezia per 4 a 2 in campionato, grazie ai gol argentini dell'ex River Plate Franco Mastantuono e dell'ex Parma Mateo Pellegrino, ieri c'è stata la vittoria per 3 a 0 contro il Pisa nel derby toscano di Coppa Italia.

Il Pisa di mister Paolo Bianco ha retto 60 minuti, poi si è lasciato andare. Bella prestazione del centrale difensivo italiano classe 2000 Simone Canestrelli, cresciuto nell'Empoli, che nella rosa difensiva di questa Fiorentina ci starebbe benissimo.

Ndour sugli scudi

La Fiorentina ha dimostrato di sapere cosa fare, soprattutto grazie a un solido centrocampo, sagacemente comandato dal classe 2004 Cher Ndour, che è il giocatore, insieme a Mastantuono, con il minutaggio oltre la media della squadra viola. Bella prova anche del "tanque" Mateo Pellegrino, che ha lottato su ogni pallone e ha segnato al primo errore difensivo della squadra pisana.

Difesa da rivedere

La nota dolente è il reparto difensivo, dove la qualità è obiettivamente poca: non a caso Vanoli ha coperto il reparto con due giocatori di corsa e recupero palloni come Ndour e Olai, che saranno i veri giocatori determinanti per l'equilibrio della squadra.

Svolta Napoli?

La partita con il Napoli del prossimo fine settimana, prima della sosta delle nazionali, potrebbe essere la partita della svolta di questo inizio di stagione travagliato per la società gigliata, all'eterna ricerca di un po' di equilibrio che ottenere a Firenze è sempre molto complicato.

07 settembre 2026
Fiorentina, salta Grosso: la scelta di Paratici va ko

Salta la prima panchina in Serie A: oggi la Fiorentina ha comunicato a Fabio Grosso che non sarà più l'allenatore della squadra viola. Tre partite, tre sconfitte: due in casa con Frosinone e Torino e una all'Olimpico con la Roma. 9 gol subiti, 1 fatto: i numeri sono brutti e di gioco in campo non se n'è visto.

Il 9 giugno Fabio Grosso aveva firmato un contratto da 1,5 milioni netti a stagione fino al giugno 2028 ed era stato identificato dal direttore sportivo viola Fabio Paratici come l'uomo giusto per far dimenticare il recente passato molto negativo della Fiorentina.

Paratici Ko

Il direttore Paratici è il vero sconfitto di questi tre mesi di percorso del tecnico abruzzese: è stato lui a scegliere Grosso e a non confermare Vanoli; inoltre si spera abbia condiviso e avallato tutte le scelte — più di 50 movimenti in entrata e uscita — sul mercato con mister Grosso, sul quale sono stati spesi tanti, tanti milioni della famiglia Commisso.

Fantasmi della scorsa stagione..

I tifosi e la stampa viola avevano già esonerato Grosso dopo la sconfitta col Torino di domenica pomeriggio, nonostante un'estate passata a parlare di campionato di vertice, soprattutto per meriti di Paratici. Rimane da capire la posizione di Joseph Commisso e rimane tanta amarezza e rabbia nel popolo viola, ma soprattutto tanta paura di fare la fine dell'anno scorso, ricordando la stizza ad inizio della scorsa stagione, di Stefano Pioli — allora tecnico viola — quando prese atto che la sua squadra non era stata considerata dalla stampa una delle prime quattro della classifica di fine stagione 2025/2026....e sappiamo com'è finita il campionato.

Thiago Motta?

In attesa del nuovo tecnico, che potrebbe essere Thiago Motta, viene anche da chiedersi chi abbia scelto Fabio Grosso, e iniziare a valutare in maniera più oggettiva le prestazioni del "direttore", come viene chiamato in città l'ex responsabile dell'area sportiva della Juve, Fabio Paratici, dai tifosi della Fiorentina.

02 settembre 2026
Fiorentina, la rivoluzione trotskista

Una vera e propria rivoluzione che sta diventando trotskista, ossia permanente, a Firenze negli ultimi tempi. Anche in questa sessione estiva di mercato, analizzando i movimenti della società ACF Fiorentina, non può non risuonare questo termine: rivoluzione. Movimenti di calciatori in entrata e in uscita che hanno coinvolto più di 50 giocatori, dopo le due sessioni dell'anno scorso in cui la rosa era già stata movimentata parecchio.

Dentro Mastantuono fuori Kean

Il picco di questa sessione, in uscita, è stato la cessione per 35 milioni di euro più 5 di bonus del centravanti Moise Kean, che due anni fa era stato beatificato in maniera esagerata, mentre in entrata il prestito secco del "diez" argentino Franco Mastantuono dal Real Madrid è stato il movimento che ha fatto più scalpore. Un mercato in passivo, l'ennesimo della proprietà Commisso, alla quale si può dire di tutto tranne che non inserisca liquidità nel sistema calcio.

Tanti cambiamenti

I tanti cambiamenti non hanno riguardato solo il manto verde, ma anche tanti altri ruoli in società. In entrata sono arrivati tanti giocatori dai quali ci si aspetta molto, e soprattutto nella parte finale del mercato gli esterni adatti al sistema di gioco di mister Fabio Grosso.

In uscita, invece, tanti giocatori in prestito che torneranno alla base a fine stagione. Sono rimasti solo 8 giocatori della scorsa, pessima stagione, dei quali tre portieri, e 5 giocatori di movimento, tra i quali si può considerare titolare solo De Gea e, forse, Ndour.

Centenario rovinato e arriva il Toro..

Si può affermare che la volontà sia stata quella di fare una pulizia radicale di tutto quello che era stato costruito in precedenza: una sorta di ammissione di fallimento delle gestioni passate, ma anche una dimostrazione forte della volontà di cambiare la dinamica negativa che continua a circondare la società viola, come hanno confermato queste prime due giornate di campionato, festa del centenario rovinata inclusa. Si stanno addensando nubi pericolose sull'allenatore e sul suo modulo, tra i tifosi; per questo, a partire dalla prossima partita al Franchi contro un Torino a dir poco disastrato, bisognerà cambiare passo e, soprattutto, vincere per invertire il trend negativo.