

Carlo Bianchi
09 Giugno 2026
Coppa del Mondo FIFA
Il sogno somalo infranto
Il sogno somalo infranto
Sarebbe stata la prima volta in un Mondiale per un arbitro della Somalia poter dirigere una partita del torneo ma così non è stato. I cinquantadue fischietti prescelti sono diventati cinquantuno causa la defezione di Omar Abdulkadir Artan, eletto miglior arbitro africano nel 2025. Le politiche migratorie trumpiane hanno fatto la prima vittima anche se la scorsa settimana ad alcuni dirigenti della delegazione iraniana è stata riservata la stessa sorte. Ad Omar è stato negato il visto di entrata negli Stati Uniti e qui la FIFA non può mettere becco. Lui proveniente dalla Turchia doveva unirsi a Miami con altri arbitri per allenarsi e farsi trovare pronti per un’eventuale designazione. Niente di tutto questo, rispedito in terra turca. Trentennne nato a Mogadiscio, internazionale dal 2018, ha diretto molte partite della Coppa d'Africa per Nazioni oltre alla Champions League africana. Faceva parte di un gruppo di arbitri ed assistenti africani scelti per partecipare al Mondiale e da anni rappresenta un esempio per il proprio paese, dilaniato da anni di guerra e che ha cercato nel calcio di dare prospettive future alle nuove generazioni. Le sue speranze ed illusioni si sono interrotte alla frontiera nell'aeroporto di Miami pur avendo seguito tutte le rigide procedure di immigrazione oltre che disporre di un passaporto diplomatico emesso dall’ambasciata somala a Nairobi. Trump ed i suoi seguaci hanno voluto così, complimenti vivisissimi a chi ha scelto il paese a stelle e strisce per organizzare il Mondiale ed a chi pensa di andare da quelle parti per le proprie ferie. Il sogno americano di chi sbarcava ad Ellis Island è finito ormai da tempo.
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