
Carlo Bianchi
26 Settembre 2026
Editoriale
Si fa dura per il Mancio
Si fa dura per il Mancio
Era tutto prevedibile ed ampiamente previsto. Il Belgio dell'esordiente in panchina Van Bommel ci ha fatto tornare su questa terra, ammesso che noi l'avessimo mai lasciata, portando il Mancini-bis al livello di qualsiasi inciuccio governativo che nella ripetizione pensa trarre nuova linfa. Ed invece la cruda realtà ha messo in evidenza quanto già si sapeva, e qui il reprobo CT ha poche colpe. Questo è quanto il calcio italiano sa proporre e se come salvatore della patria ci si affida come play ad un 2006, il prode Romano ( qui non c'entra il politico) del Cagliari e che Gasp ha lasciato andare per soli 6 milioni ... allora proprio non ci siamo.
La partita
Proprio da un suo errore è venuto il primo gol belga di Godts e meno male che San Donnarumma ha fatto il suo soprattutto nel primo tempo altrimenti il passivo sarebbe stato certamente di ben altre proporzioni. Un'Italia confusa e senza idee si è presentata al primo appuntamento di questa Nations League con la sana convinzione, almeno questo si spera, di essere la più debole di questo girone formato da tre squadre tutte andate all'ultimo Mondiale. La nostra povera prestazione non ha fatto altro che far brillare oltre i riconosciuti meriti quella dell'avversario, di certo una buona squadra ma comunque alla portata dell'Italia che fu. Si è visto un De Bruyne che i tifosi partenopei vorrebbero veder giocare così al Maradona, un Lammens che non ha fatto rimpiangere Courtois, Tielemans ha fatto girare la testa a Barella e Tonali per non parlare del benfichista Lukebakio, subentrato a Moreira e già giustiziere del Milan, autore del secondo gol. E meno male che Lukaku è partito dalla panchina oltre agli altri assenti Trossard e Doku.
Povera Italia
Una volta questa era l'espressione di chi si lagnava della situazione del nostro Bel Paese riferendosi per lo più alla classe politica. Ora questo modo di dire possiamo benissimo sdoganarlo parlando di calcio e della squadra azzurra destinata ad un periodo non solo di vacche magre ma addirittura di bovini sacri intoccabili tipici dell'induismo. I nostri lavoratori della pedata hanno quindi dimostrato tutti i propri limiti sprofondando in una bulimia sportiva che fa riflettere. Una difesa imperniata su i due centrali Coppola e Mancini che dire imbarazzante è dir poco. Un centrocampo formato dal terzetto Barella-Romano-Tonali che ha dimostrato di non essere all'altezza. Davanti il tridente con Esposito al centro ma con due ali di poco supporto. I cambi non hanno prodotto nulla di convincente come se i vari Scalvini, Doumbia, Frattesi, Maldini e Zoma avessero potuto fare il miracolo. La sensazione è che le idee sono proprio poche ed oltretutto confuse.
Il CT
E' stata la prima partita di Mancini ma anche Van Bommel era all'esordio eppure la sua squadra sembrava conoscere a memoria il copione come se nulla fosse cambiato dal Mondiale con García in panchina. Ora la strada si fa dura e non solo in previsione Nations League (arrivare terzi e non retrocedere nel gruppo B sarebbe già un successo) ma guardando alle qualificazioni per il prossimo Europeo che si preannuncia con tinte foschissime. Lunedì ci aspetta la Turchia di Montella in quel di Bursa e si parla già di un triste spareggio per la permanenza.
La partita
Proprio da un suo errore è venuto il primo gol belga di Godts e meno male che San Donnarumma ha fatto il suo soprattutto nel primo tempo altrimenti il passivo sarebbe stato certamente di ben altre proporzioni. Un'Italia confusa e senza idee si è presentata al primo appuntamento di questa Nations League con la sana convinzione, almeno questo si spera, di essere la più debole di questo girone formato da tre squadre tutte andate all'ultimo Mondiale. La nostra povera prestazione non ha fatto altro che far brillare oltre i riconosciuti meriti quella dell'avversario, di certo una buona squadra ma comunque alla portata dell'Italia che fu. Si è visto un De Bruyne che i tifosi partenopei vorrebbero veder giocare così al Maradona, un Lammens che non ha fatto rimpiangere Courtois, Tielemans ha fatto girare la testa a Barella e Tonali per non parlare del benfichista Lukebakio, subentrato a Moreira e già giustiziere del Milan, autore del secondo gol. E meno male che Lukaku è partito dalla panchina oltre agli altri assenti Trossard e Doku.
Povera Italia
Una volta questa era l'espressione di chi si lagnava della situazione del nostro Bel Paese riferendosi per lo più alla classe politica. Ora questo modo di dire possiamo benissimo sdoganarlo parlando di calcio e della squadra azzurra destinata ad un periodo non solo di vacche magre ma addirittura di bovini sacri intoccabili tipici dell'induismo. I nostri lavoratori della pedata hanno quindi dimostrato tutti i propri limiti sprofondando in una bulimia sportiva che fa riflettere. Una difesa imperniata su i due centrali Coppola e Mancini che dire imbarazzante è dir poco. Un centrocampo formato dal terzetto Barella-Romano-Tonali che ha dimostrato di non essere all'altezza. Davanti il tridente con Esposito al centro ma con due ali di poco supporto. I cambi non hanno prodotto nulla di convincente come se i vari Scalvini, Doumbia, Frattesi, Maldini e Zoma avessero potuto fare il miracolo. La sensazione è che le idee sono proprio poche ed oltretutto confuse.
Il CT
E' stata la prima partita di Mancini ma anche Van Bommel era all'esordio eppure la sua squadra sembrava conoscere a memoria il copione come se nulla fosse cambiato dal Mondiale con García in panchina. Ora la strada si fa dura e non solo in previsione Nations League (arrivare terzi e non retrocedere nel gruppo B sarebbe già un successo) ma guardando alle qualificazioni per il prossimo Europeo che si preannuncia con tinte foschissime. Lunedì ci aspetta la Turchia di Montella in quel di Bursa e si parla già di un triste spareggio per la permanenza.
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