Skip to main content

Romanzo del campionato

Romanzo del campionato

Fabio Lo Cascio

20 Settembre 2026

Romanzo del campionato


Arriva la super sosta ma Roma e Inter confermano la loro forza

Arriva la super sosta ma Roma e Inter confermano la loro forza

Koné segna due volte, l'Inter risponde con Lautaro: pari-spettacolo all'Olimpico

Ci ha messo sei minuti, Koné, a mandare in visibilio l'Olimpico. Cross di Dybala, sponda morbida di Molina, e il francese non deve far altro che spingere in rete. È il gol più veloce di una giornata che ne ha regalati ventiquattro, e apre la partita clou della quinta giornata: Roma-Inter, le uniche due squadre a punteggio pieno prima del fischio d'inizio di Massa.

Un tempo a testa, come doveva essere

Trentuno minuti più tardi Koné firma anche il raddoppio, dopo un lungo controllo del VAR: cross di Dybala, deviazione di Mancini, e il centrocampista giallorosso si ritrova solo davanti a Josep Martínez. Due a zero, e la Roma che nel primo tempo ha fatto tutto bene: pressing alto, ripartenze pulite, un'Inter costretta a rincorrere fin dai primi minuti — la terza volta in questo avvio di stagione, per i nerazzurri, che si ritrovano sotto quasi subito.

Poi cambia tutto. Nella ripresa l'Inter alza il baricentro e Lautaro Martínez risponde con una doppietta, al 46' e al 79', riportando la sfida in equilibrio. Due a due, un tempo per parte: raramente un pareggio racconta così bene la partita che lo produce. Primo tempo di marca romanista, secondo tempo di marca nerazzurra, e un risultato finale che alla fine appare assolutamente corretto — uno spot per il campionato, altro che involuzione del calcio italiano.

La squadra dietro l'uomo che l'ha trascinata

Attorno a Koné la Roma ha costruito un primo tempo di sostanza: Dybala ispiratore su entrambe le reti, Molina e Mancini a completare le due azioni con le sponde giuste, una squadra che ha saputo colpire subito e raddoppiare prima dell'intervallo senza concedere granché, se non un paio di squilli di Bisseck e Lautaro. Koné diventa così il protagonista assoluto di una gara che, senza la sua doppietta, la Roma avrebbe forse dovuto gestire in modo diverso nella ripresa.

L'Inter che non muore mai

Dall'altra parte, però, c'è un'Inter che nel secondo tempo ha semplicemente cambiato marcia, e Lautaro ne è stato l'interprete. Il pareggio conferma quanto già si intuiva: Roma e Inter restano appaiate in vetta, ora a quota tredici punti insieme alla Lazio, che con il minimo sindacale ha piegato un Venezia ancora a secco di punti — due gol firmati Zaccagni su rigore e Noslin, sufficienti contro un avversario ultimo in classifica.

Il resto della giornata: Frosinone lezione, Juve solida, Cagliari nella storia

Se Roma-Inter ha tenuto banco, il resto del programma ha detto altro. Il Como è uscito con le ossa rotte da Frosinone, dove i ciociari hanno fatto una partita perfetta: vantaggio di Calò al 14', raddoppio di Kvernadze in avvio di ripresa, e una prestazione che merita vittoria e complimenti più che una semplice cronaca di un ko lariano.

La Juventus non ha fallito la prova del nove contro l'Atalanta, imponendosi due a zero con le reti di Conceição e Bremer: la Dea vista all'Allianz Stadium è apparsa davvero lontana parente di quella di Gasperini, incapace di pungere per novanta minuti.

Il fatto che resterà scritto nei libri, però, arriva da Udine. Il Cagliari passa uno a zero grazie a Maldini, e quella vittoria proietta i sardi in una posizione di classifica — quarto posto, dodici punti — che gli isolani non vedevano dai tempi dello scudetto, quasi sessant'anni fa. Un dato che vale più di qualsiasi cronaca di partita, e che dice quanto sia storico questo avvio di stagione rossoblù. Male, invece, l'Udinese, apparsa da rivedere.

Fiorentina-Napoli, pareggio giusto, e le vittorie che pesano già a settembre

A Firenze, tra Fiorentina e Napoli, finisce uno a uno: Gilmour porta avanti gli azzurri al 23' con un gran destro al volo su corner di Politano, Jiménez pareggia in avvio di ripresa con la complicità di una deviazione di Rafa Marín. Tenendo conto delle occasioni create da entrambe — Fiorentina e Napoli hanno colpito rispettivamente una traversa e un palo a testa nel primo tempo — il pari appare equo, e fotografa due squadre ancora in uno stato di convalescenza.

Polemiche, invece, a Bologna, dove il pareggio con il Torino è arrivato dopo un contatto in area non sanzionato dall'arbitro Guida in favore dei granata. Bernardeschi aveva sbloccato la gara al 14', Kulenović ha risposto al 77'; il finale in parità, alla fine, è sembrato comunque il più giusto.

Chiudono il quadro due vittorie che sanno di punti pesanti già a settembre: il Monza ha superato il Sassuolo due a uno con la doppietta di Varela, il primo gol di testa e il secondo su rigore, mentre il Parma ha regolato il Genoa due a uno grazie a Romero e Almqvist, nonostante il momentaneo pareggio di Osmajic. Punti che a maggio potrebbero pesare come macigni.

Milan senza patemi, Amorim trova l'undici giusto

A San Siro il Milan non ha avuto storia con il Lecce: tre a zero, con Pulišić, Rabiot e Moreira a firmare un successo ampiamente prevedibile. La notizia, semmai, sta nella formazione: finalmente Amorim ha schierato dall'inizio un undici comprensibile, e i rossoneri ne hanno approfittato senza sudare.

Il quadro dopo cinque giornate

In vetta resta la Roma, confermata capolista a tredici punti insieme a Inter e Lazio; il Cagliari tallona il terzetto a dodici, il Milan quinto a undici precede il Frosinone. In fondo, il quadro resta fosco per Fiorentina, Bologna, Genoa e un Venezia ancora a zero punti dopo cinque turni.

Dati: archivio ufficiale Serie A. Realizzato con l'uso del sito datinumeridelcalcio.it


Tabellone SerieA 2026 27 Almanacco