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Se il pallone fosse a spicchi?

Se il pallone fosse a spicchi?

Massimo Carboni

08 Aprile 2026

Se il pallone fosse a spicchi?


Il basket non ci sta

Il basket non ci sta

No, il basket non ci sta. Non ci sta in nessuna delle Nazioni dove la pallacanestro, il basket o il baloncesto è costretto a “vivere” da figlio minore.
Pur senza una motivazione plausibile è stato obbligato, da sempre, a sottostare al comportamento ingiusto e alla sopraffazione del calcio. Il gioco della pedata vanta origini più antiche, quasi secolari, mentre gettare un pallone dentro un canestro appariva più come un divertimento annoiato. Quindi per il basket restare un passo indietro era quasi naturale.
Oggi però non può più essere accettato indietreggiare davanti il tennis o la F1 ed in alcune Nazioni, come l’Italia, cedere il passo anche alla pur vincente pallavolo.
Succede in tutta Europa dove non si è stati capaci di proporre lo sport cestistico come è avvenuto negli States. La gestione della NBA dovrebbe insegnare: ogni gara viene teletrasmessa, ogni giorno ci sono notizie di basket, ogni settimana la pallacanestro viene “venduta” in maniera accattivante.
Il basket dunque non ci sta, E’ vero, chi lo segue nella totalità è uno “zoccolo duro”, sempre presente, sempre pronto alla chiamata. Ma non basta: sicuramente la diversa capienza del campo da gioco costituisce la principale differenza anche se un pala sold out non si vede spesso. Dirigenza nazionale e internazionale obbligate quindi ad un intervento che riporti l’interesse per il basket a livelli più accettabili degli attuali. Magari cercando ancor più e ancor meglio di coinvolgere i giovanissimi, anche sotto i 10 anni. Entrare nella scuola per lo sport in generale è ancora difficile ma il maggior impegno dei ragazzi termina all’ora di pranzo e non deve continuare solamente con uno smart o un tablet in mano.