

Gabriele Lucchini
In Casa Juventus
01 novembre 2026
Due siluri dalla distanza affondano il Napoli: la Juventus respira ed esce tra gli applausi
Una Juventus mai così volitiva accoglie l'esplicito invito della tifoseria a offrire quantomeno una prestazione di carattere ed esce tra gli applausi, dopo aver meritatamente sconfitto gli uomini di Landucci (in panchina al posto dello squalificato Allegri).
L'illusione del risultato e le scorie della crisi
L'errore più imperdonabile, tuttavia, sarebbe quello di considerare i bianconeri improvvisamente guariti e fuori dalla crisi. Nonostante l'impegno profuso, sono ancora allarmantemente frequenti gli errori in fase di impostazione e, soprattutto, un Kolo Muani drammaticamente involuto continua a sbagliare tutte le scelte in fase di ripartenza. Confortanti, di contro, le prestazioni di Woltemade (spesso chiamato a fare reparto da solo), di un Koopmeiners tutto sommato sufficiente e di Cabal, ripescato per pura disperazione da Spalletti viste le sciagurate esibizioni recenti di Cambiaso.
Il fischietto stonato e il riflesso di Vicario
Proprio il centrocampista olandese viene clamorosamente graziato in apertura da Sozza (autore di un arbitraggio a dir poco pessimo): entra duro su Anguissa e riesce nell'impresa di non rimediare neanche il cartellino giallo. A pagare dazio per tutti ci pensa allora Douglas Luiz, ammonito inspiegabilmente per un normale fallo di gioco; sacrosanto, al contrario, il giallo comminato subito dopo a Lucumi. I padroni di casa, seppur animati dalle migliori intenzioni, partono contratti e soltanto un riflesso prodigioso di Vicario nega a Lucca la gioia di portare in vantaggio i partenopei. Scampato il pericolo, gli uomini di Spalletti reagiscono: prima colgono l'incrocio dei pali con Cabal su azione d'angolo, poi, prima dell'intervallo, sfiorano il vantaggio con Alajbegovic (eccellente la sua condotta di gara), ma Meret ci mette una provvidenziale pezza.
I siluri risolutori e l'accademia finale
Nella ripresa il gioco ristagna, con le squadre che sembrano progressivamente badare più a evitare errori che ad azzannare la partita. La svolta è determinata, di fatto, da due episodi ravvicinati: il siluro di sinistro di Alajbegovic, che non lascia scampo a Meret, e, subito dopo, il secondo giallo sventolato a Marianucci, che lascia il Napoli in dieci uomini. Lo svantaggio e l'inferiorità numerica costituiscono un colpo durissimo per il morale azzurro, che nel finale capitola nuovamente subendo la rete di Boga, autore di un tiro a effetto di rara bellezza. Il finale è pura, accademica gestione e il punteggio non cambia più. Resta solo il tempo per ribadire la totale pochezza della direzione di Sozza.
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