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Frosinone - Torino 2-0 - Il Frosinone completa il triangolo laziale delle meraviglie
Frosinone - Torino 2-0 - Il Frosinone completa il triangolo laziale delle meraviglie
Fantascienza? Ormai è cronaca
Certe favole, a un certo punto, smettono di essere favole. Il Frosinone, giornata dopo giornata, si toglie di dosso i panni della fantascienza e indossa quelli della realtà: al Benito Stirpe è arrivato il Torino, e se n'è andato con un 2 a 0 che ha il sapore della cosa normale. Il che, per una neopromossa che gioca come se avesse sempre fatto questo mestiere, è quasi il complimento più alto. Diciamolo pure: dopo la Lazio e la Roma, ecco il trio delle meraviglie della regione Lazio al completo, e senza che nessuno debba più stropicciarsi gli occhi.
Il Frosinone che cresce
La squadra di Alvini ha fatto quello che fanno le squadre sicure di sé: ha aspettato il momento giusto e poi lo ha colto. Il primo gol è arrivato subito dopo l'intervallo, con Ghedjemis che ha sfruttato l'appoggio di Kvernadze per colpire dal centro dell'area. Non un'invenzione: un'azione pulita, da manuale, ripagata con la prima rete in Serie A del ragazzo. Poi la partita ha preso la forma che il Frosinone preferiva, tra pressione e ordine, fino a un finale in cui è bastato un tiro dalla trequarti per far tremare un palo. Al momento i ciociari sono sesti: la giornata non è finita e la graduatoria resta provvisoria, ma il cammino delle ultime settimane, tra vittorie larghe e un pareggio spettacolare a Bergamo, dice che qui non c'è nulla di casuale.
Un Torino senza il colpo
Gli uomini di Abate non sono mai sembrati in grado di affondare davvero. Volonterosi, certo, ma sterili: le occasioni non sono diventate pericoli, e quando ci si è avvicinati alla porta è mancato l'ultimo passaggio, quello che cambia la serata. I granata arrivavano da un buon filotto, tre vittorie nelle ultime cinque, e invece hanno raccolto la seconda sconfitta consecutiva. Al momento sono decimi, con un margine di sicurezza dalla zona retrocessione che non giustifica allarmi ma nemmeno distrazioni. Il problema, più che di classifica, è di incisività: un attacco che segna poco e una difesa che concede quel tanto che basta.
Ghedjemis e Calò
Due nomi, due momenti. Ghedjemis ha aperto i conti e ha messo la sua firma sulla gara con la prima rete nel massimo campionato: una di quelle che il giocatore ricorderà a lungo, il resto del pubblico forse meno, ma intanto vale oro. Calò, invece, ha vissuto una serata a due facce. All'ottantaseiesimo il suo tiro dalla trequarti si è fermato sul palo, e a quel punto sembrava che la partita dovesse chiudersi con un rimpianto. Poi, al novantatreesimo, ha trovato il raddoppio con un tiro angolato, al termine di un fraseggio nella trequarti. Insomma: la risposta migliore a un legno.
Cagliari e Lecce, l'esame continua
Ora il calendario propone un esame diverso per ciascuno. Il Frosinone va a Cagliari, e quella è una trasferta che dirà se la maturità mostrata in casa regge anche fuori, lontano dal sostegno del Benito Stirpe. Il Torino, invece, ospita il Lecce: un'occasione per rialzarsi in fretta, prima che due sconfitte di fila diventino un'abitudine.
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