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Riccardo Pomiato

01 Novembre 2026

In Casa Venezia


01 novembre 2026

Venezia, notte fonda a Como: Stankovič non basta, ma la salvezza rimane alla portata 
La partita

La squadra di Fabregas prende in mano le redini della partita fin dal fischio d’inizio, imponendo il proprio gioco e lasciando pochissimo spazio ai lagunari. C’è davvero poco da salvare nella prestazione del Venezia, fatta eccezione per Stankovič,che per l’ennesima volta in stagione tiene a galla i suoi con almeno cinque interventi decisivi sulle conclusioni di Douvikas, Da Cunha, per due volte, e Kempf.

Serve un calcio di rigore per abbattere il muro serbo: questa volta Da Cunha, capitano del Como, è bravo a non farsi ipnotizzare dall’estremo difensore e a trasformare dagli undici metri.

Sul fronte offensivo, la squadra di Nicola fatica enormemente a rendersi pericolosa. Le poche occasioni arrivano da una conclusione al volo di Helgason, che termina fuori dallo specchio della porta, e da un tiro di Yeboah, controllato senza particolari difficoltà da Butez. Stesso destino per il tentativo di Bašić, sul quale il portiere del Como interviene in due tempi.

L’episodio del rigore

Nonostante una prestazione offensiva decisamente sottotono, il Venezia può recriminare per un episodio controverso avvenuto a metà del primo tempo.

L’arbitro Ferreri-Caputi assegna inizialmente un calcio di rigore ai lagunari per un fallo di mano di Milla all’interno dell’area. Una decisione che, a nostro avviso, appare corretta, considerando la posizione del braccio del giocatore, chiaramente staccato dal corpo.

Arriva però il richiamo del VAR e, dopo la revisione al monitor, il direttore di gara torna sui propri passi, revocando il calcio di rigore. Un episodio destinato a far discutere, che avrebbe potuto cambiare l’andamento della sfida.

Nona sconfitta in dieci partite, ma il sogno salvezza rimane vivo

La crisi di risultati del Venezia sembra non conoscere fine. Con quella contro il Como arriva la nona sconfitta nelle prime dieci giornate di campionato, un bilancio pesantissimo per una squadra che continua a faticare sia in fase offensiva sia nella gestione delle partite.

Nonostante tutto, la corsa alla salvezza rimane ancora aperta. Udinese, Parma e Fiorentina distano appena due punti e, per quanto il calendario non abbia certamente agevolato i lagunari in questo avvio di stagione, il margine per recuperare esiste ancora.

La prossima sfida contro i friulani assume quindi un’importanza fondamentale: uno scontro diretto che vale molto più dei semplici tre punti. Un’eventuale vittoria potrebbe restituire fiducia, morale e un pizzico di serenità alla squadra capitanata da Juan Jesus, permettendole di affrontare la sosta per le nazionali con maggiore ottimismo.

Servirà però un deciso cambio di passo, perché il tempo per invertire la rotta, pur non essendo ancora esaurito, comincia a stringere.