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Redazione

01 Novembre 2026

Campionato


Lazio-Cagliari 2-1 - L'aquila celeste vola sola in cima e son passati 25 anni

Lazio-Cagliari 2-1 - L'aquila celeste vola sola in cima e son passati 25 anni

Sola al comando, dopo una vita

Certe attese hanno la pazienza di un ciclista in fuga solitaria: si pedala per anni, lontano dalla vetta, e poi un giorno ci si volta e dietro non c'è più nessuno. Vediamo la Lazio, allora, che dopo oltre venticinque anni si ritrova sola al comando, almeno per ora, con una giornata ancora da chiudere e l'Inter, fermata nel derby, lasciata alle spalle. È una posizione che alla vigilia nessuno avrebbe messo sul tavolo, e che Gattuso si è guadagnato con nove vittorie in dieci partite. Il 2 a 1 al Cagliari, all'Olimpico, è solo l'ultimo passo di una marcia ordinata.

Quando la partita si è girata

Ma non è stata una passeggiata. Il Cagliari è passato in vantaggio per primo, con Nzola in punta sul traversone di Fadera, Mandas spiazzato, e per un po' la Lazio ha dovuto fare i conti con l'idea di inciampare in casa. Gli uomini di Gattuso hanno risposto prima dell'intervallo, con una conclusione di prima intenzione dal limite che ha beffato Caprile, e poi hanno aspettato il momento giusto. Il momento è arrivato tardi, quando la gara sembrava incamminata verso il pari: un errore in uscita ha regalato il pallone e quel pallone è stato messo in rete senza troppi complimenti. Rimonta, insomma, di quelle che dicono molto sul carattere di una squadra: imbattuta dall'inizio del campionato, reduce da sei successi di fila e da una striscia di vittorie che non conosce più il sapore del dubbio.

Perché il Cagliari si è fermato

Per i sardi la serata lascia l'amaro in bocca e un conto che comincia a farsi pesante. È la quarta sconfitta consecutiva, e a questa maniera si fa fatica a restare tranquilli, anche con un margine ancora comodo sulla zona retrocessione. Il Cagliari ha fatto la sua parte per lunghi tratti, ha avuto un'occasione per raddoppiare prima della pausa, con un destro a incrociare finito fuori di un soffio, ma quel gol in più che avrebbe cambiato la storia non è mai arrivato. Peggio ancora: a un passo dalla fine Obert è stato espulso per il secondo giallo, e la squadra di Pisacane ha chiuso in dieci una partita già compromessa. All'Olimpico, del resto, i sardi non vincono dal 2013: tredici anni sono tanti, e anche stavolta la striscia è rimasta intatta.

Isaksen e Pinamonti

Gli uomini della serata hanno due facce diverse. Isaksen ha aperto la rimonta con quel tiro dal limite e ha chiuso la gara subendo il fallo che ha mandato Obert negli spogliatoi, una partita giocata dall'inizio alla fine nel vivo. Pinamonti ha messo la firma sul successo, da attaccante vero, aspettando l'errore e punendolo. Due modi di pesare una partita, uno nel racconto e uno nel finale, entrambi utili a tenere in piedi una classifica che oggi sorride.

Una vetta che chiede conferme

Adesso viene il bello, perché a Napoli non si va in gita. La Lazio deve dimostrare che il primo posto non è un accidente di giornata, mentre il Cagliari, che ospita il Frosinone, ha l'occasione per interrompere una serie nera prima che diventi un'abitudine. Per i biancocelesti l'esame è di quelli seri, per i sardi di quelli necessari. Certo, in cima si respira meglio, ma l'aria rarefatta chiede fiato.