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Riccardo Pomiato

26 Ottobre 2026

In Casa Venezia


Venezia, un’altra sconfitta amara: Ellertsson decide la sfida, ma la mano di Nicola comincia a vedersi
Il Venezia cade sul campo del Genoa, punito proprio dall’ex di giornata Ellertsson, autore della rete decisiva. Per i lagunari arriva l’ennesima sconfitta di un campionato sempre più complicato, che li vede ancora fermi a quota tre punti. Eppure, nonostante il risultato negativo, qualche segnale incoraggiante comincia a intravedersi. La squadra di Nicola dimostra maggiore solidità difensiva e una buona capacità di costruire occasioni da gol, ma continua a pagare a caro prezzo la scarsa concretezza negli ultimi metri.
La mano di Nicola comincia a vedersi
Nonostante una classifica ancora deficitaria, i primi progressi della gestione Nicola iniziano a essere evidenti, soprattutto dal punto di vista difensivo, autentico tallone d’Achille del Venezia nelle prime giornate di campionato.
Il tecnico ha dato maggiore equilibrio alla squadra, adottando una linea difensiva più bassa e compatta, capace di limitare notevolmente le iniziative offensive del Genoa. I rossoblù, infatti, riescono a sbloccare la partita soltanto grazie a una splendida conclusione dalla distanza, mentre per il resto dell'incontro la retroguardia guidata da Juan Jesus concede pochissimo.
A confermare i miglioramenti sono anche i numeri: appena 0,34 xG concessi, un dato significativo che testimonia la maggiore organizzazione difensiva dei lagunari.
Certo, il Genoa non dispone di uno degli attacchi più prolifici del campionato, ma la prestazione rappresenta comunque un passo avanti rispetto alle precedenti uscite. La prossima sfida contro l’Inter, sulla carta decisamente proibitiva, costituirà un banco di prova ben più impegnativo per valutare la reale crescita del reparto arretrato.
L'attacco continua a non pungere.
Se la difesa sembra aver finalmente imboccato la strada giusta, è nella fase offensiva che emergono le maggiori difficoltà del Venezia.
La squadra di Nicola continua a costruire occasioni interessanti, mostrando buone trame di gioco e una discreta capacità di arrivare negli ultimi metri. Il problema, però, resta sempre lo stesso: la mancanza di cinismo sotto porta.
Anche contro il Genoa, come già accaduto in diverse partite precedenti, i lagunari producono più occasioni degli avversari, riuscendo a costruire almeno tre nitide opportunità da gol senza però trovare la via della rete.
Una sterilità offensiva che pesa enormemente nell'economia delle partite, soprattutto per una squadra impegnata nella lotta per non retrocedere, dove ogni occasione può fare la differenza tra conquistare punti preziosi e incassare l'ennesima sconfitta.
Yeboah e Adams possiedono indubbiamente qualità tecniche e caratteristiche importanti per la categoria, ma continuano a mostrare limiti evidenti in fase realizzativa. I due attaccanti partecipano alla manovra, si rendono pericolosi e contribuiscono alla costruzione del gioco, ma troppo spesso manca loro la freddezza necessaria per trasformare le occasioni in gol.
Il Venezia, dunque, continua a raccogliere molto meno di quanto semini. Nicola sembra aver iniziato a sistemare i problemi difensivi, ma senza una svolta sotto porta anche i progressi sul piano del gioco rischiano di rimanere fini a sé stessi. Per risalire la classifica non basta giocare bene: servono gol e, soprattutto, punti.