

Alessandra Azzurra Pericoli
In Casa Lazio
08 novembre 2026
Il Maradona non fa paura, ma resta il rimpianto
Fare risultato a Napoli non è mai scontato, soprattutto senza Zaccagni e con altri infortuni durante la partita. Ma dopo undici giornate la Lazio non può più essere liquidata come una sorpresa. Resta ancora imbattuta e guida la classifica, con un punto sull'Inter e due sulla Roma.
Tremila laziali a Termini, la risposta della tifoseria
La partita era cominciata idealmente già sabato pomeriggio, quando circa tremila tifosi si sono radunati a Termini per accompagnare la partenza della squadra. Cori, sciarpe e applausi hanno accolto i giocatori, compreso Zaccagni, che ha voluto seguire i compagni pur essendo infortunato. Un'iniziativa ancora più significativa considerando il divieto di trasferta per i residenti nel Lazio e la contestazione alla presidenza Lotito, che continua a tenere lontano dall'Olimpico il tifo organizzato. Gattuso ha ringraziato i presenti, definendo l'iniziativa «un messaggio d'amore» e una dimostrazione di grande coerenza. Parole che riconoscono la distinzione tra il dissenso verso la società e il sostegno alla squadra.
La delusione nello spogliatoio
Nel dopopartita il tecnico ha raccontato di aver trovato i giocatori amareggiati: «C'era un mortorio». Ha dovuto ricordare loro che un pareggio al Maradona, contro un avversario di qualità, resta un risultato da rispettare. È una reazione che dice molto sulle aspettative cambiate, anche se la strada è ancora lunga. Quella delusione racconta anche quanto siano cambiate le aspettative della squadra. Il punto resta importante, anche se le occasioni sprecate nel primo tempo lasciano il rimpianto per una vittoria che sembrava alla portata.
La domenica biancoceleste porta con sé anche una notizia triste: la scomparsa di Gabriella Grassi, storica segretaria della Lazio. Per oltre trent'anni ha accompagnato la vita del club, attraversando epoche diverse e diventando un punto di riferimento per generazioni di calciatori e dirigenti. Un pezzo di storia biancoceleste che se ne va, lasciando il ricordo di una vita dedicata a questi colori.
01 novembre 2026
La vetta non è più una sorpresa
La Lazio vince ancora e allunga in classifica: tre punti di vantaggio sull'Inter e quattro sulla Roma. Contro il Cagliari, però, non è stata una passeggiata. I biancocelesti hanno dovuto inseguire, soffrire e aspettare l'83' per trovare il gol decisivo. A rimettere in piedi la partita è stato Gustav Isaksen, autore di un bellissimo sinistro che ha riportato il risultato in parità. Quarta rete in campionato per il danese, sempre più protagonista della Lazio di Gattuso.
La corsa di Gattuso e la gioia di Pinamonti
Poi è arrivato il momento di Andrea Pinamonti. Entrato dalla panchina dopo l'infortunio di Zaccagni, l'attaccante ha trovato il colpo di testa del 2-1, facendo esplodere la gioia dei compagni. L'esultanza è stata incontenibile, via la maglia e persino la canottiera strappata nella foga, poi la corsa di Gattuso verso il suo giocatore, conclusa in un lungo abbraccio. Un'immagine che racconta il rapporto costruito dal tecnico con il gruppo, lo stesso Gattuso ha ammesso che si sarebbe accontentato anche del pareggio, ma i suoi giocatori hanno voluto cercare la vittoria fino alla fine.
La classifica sorride, il dissenso resta
Tra i laziali cresce l'entusiasmo per una stagione che nessuno avrebbe immaginato ad agosto. Sui social si moltiplicano i commenti increduli, mentre il primato riporta alla memoria stagioni importanti della storia biancoceleste. Rimane la frattura con Lotito, una parte della tifoseria continua a disertare l'Olimpico, senza rinunciare a seguire e sostenere la squadra. Nel dopopartita, Gattuso ha riservato parole di grande apprezzamento ai tifosi. Ha definito «eroi» i circa tredicimila presenti all'Olimpico, ricordando anche le accoglienze riservate alla squadra prima delle partite e il sostegno ricevuto in trasferta. Il tecnico ha poi riconosciuto la fermezza di chi continua a contestare la società: «Il problema più grande è che sono coerenti, è difficile fargli cambiare idea».
Nessuna pressione, dunque, ma la consapevolezza che soltanto continuando a lavorare e a vincere la squadra può provare a regalare nuove soddisfazioni ai suoi sostenitori. Intanto Gattuso preferisce non guardare la classifica per evitare che gli giri la testa. I tifosi, invece, qualche occhiata lassù cominciano a concedersela.
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